| Scritto da Redazione, 02-07-2010 12:40 |
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ROMA – È giunto il momento di rompere quel muro di gomma che circonda i nostri “Prigionieri del silenzio”. Dobbiamo portare alla luce quelli che sono i reali motivi per cui molti nostri connazionali, vedi i casi “Ammirabile”, "Nardini", "R.E." (per ragioni di privacy non rendiamo pubblico il nome), "Parlanti", e molti altri, si ritrovano da soli, rinchiusi in una cella, lontani dalle loro famiglie, dalle loro case, dalla loro patria. Spesso infatti questi motivi sono riconducibili a vere e proprie truffe: atti illegali come falsificazione di documenti e di prove. E questo, gli Stati Esteri dove caso per caso sono imprigionati i nostri connazionali, non lo vedono. O forse non lo vogliono vedere. Come abitanti di un paese civile, la nostra amata Italia, da sempre culla della civiltà, abbiamo l’obbligo di denunciare questi soprusi, abbiamo il dovere di far aprire gli occhi a questi Governi che non mettono in atto una giusta giustizia.
In realtà però, non tutti riescono a tirare fuori il coraggio per condannare queste angherie, in primis il Governo Italiano, più volte chiamato come alleato nella nostra lotta contro le vessazioni che colpiscono i nostri connazionali all’estero, Italiani nel mondo, chiamate che non hanno mai avuto delle risposte concrete. Sappiamo però di non essere soli in questa battaglia. Sappiamo che le nostre grida d’aiuto saranno accolte dai molti che come noi hanno sete di giustizia.
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