MILANO - "E' iniziata una guerra preventiva per togliere di mezzo un testimone scomodo prima di dare il via ad un'offensiva militare in quelle regioni". Lo ha detto Gino Strada, il fondatore di Emergency, in una conferenza stampa a Milano sulla vicenda dei tre operatori dell'organizzazione umanitaria arrestati in Afghanistan. "I nostri medici - ha proseguito - sono stati rapiti dalla polizia del governo Karzai, quel governo difeso dalla coalizione internazionale della quale fa parte anche l'Italia. La coa1izione internazionale è li a difendere quel governo".Intanto l'ambasciatore italiano a Kabul Claudio Glaentzer, secondo quanto si apprende da fonti della Farnesina, ha incontrato stamani i tre operatori di Emergency fermati ieri in Afghanistan e li ha trovati "in buone condizioni". L'infermiere Matteo Dell'Aira (coordinatore medico), il chirurgo d'urgenza Marco Garatti, veterano dell'Afghanistan e il tecnico della logistica Pagani, secondo quanto si è appreso, sono ancora in stato di fermo. I tre italiani al momento si trovano in una struttura dei servizi di sicurezza afghani.
(ANSA) - NAPOLI, 26 MAR - Ha trascorso sette anni di carcere negli Stati Uniti, un'autentica odissea vissuta tra penitenziari della Virginia, New Jersey e infine in Texas dove temette il peggio quando si trovo' suo malgrado nel mezzo di una violenta rivolta provocata da detenuti messicani.
Profonda partecipazione e discreto successo di pubblico ha registrato il recente incontro culturale (tenutosi con ingresso gratuito) sul caso del nostro connazionale Carlo Parlanti, laureato in Fisica, manager informatico, recluso in una prigione californiana.
Lo spettacolo, cui sono stati presenti anche diversi familiari di Carlo Parlanti, tra cui la madre, si è svolto il 26 Febbraio 2010 al centro sociale e culturale Barrios di Milano.
La serata, iniziata verso le 19:30 circa, dopo un ricevimento a base di aperitivi e fantasiosi antipasti serviti nella sezione del Barrios Caffè, è continuata con la presentazione di un toccante filmatino, al CineteatroEdi, prodotto dall’associazione “Prigionieri del Silenzio”, (che tutela i diritti dei detenuti italiani all’estero) e realizzato da Nicolò Minerbi, appunto sul dramma in atto giorno per giorno per lo stesso Carlo Parlanti.
Il video ha sottolineato, in particolare, anche la parte dedicata alla speranza, che nonostante tutto continua a fiorire, costantemente alimentata soprattutto dall’amore fedele di Katia Anedda, compagna di Carlo, fondatrice di Prigionieri del silenzio, che tuttora presiede.