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  Il Silenzio è una barriera che separa piu del filo spinato e ferisce più della tortura

 
La triste storia di un investitore in Marocco.
 
Scritto da Katia Anedda, 10-03-2010 13:11  
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Tratto da http://libe.over-blog.org/article-drama-umano-nel-paese-dell-ospitalita-43576810.html 

 

Voglio, con questo testo, informare l’ opinione pubblica per che la mia storia possa servire ad altre persone. Per me, forse sarà troppo tardi.

Mi chiamo Liberato P. Ho 62 anni, sono italiano residente in Francia dalla mia infanzia. Sono pensionato da 2 anni con una pensione di 800 euro. Ho dovuto cercare una soluzione per vivere un po meglio che a Parigi, con questa piccolo somma.

Ho sentito parlare molto del Marocco, paese del sorriso, terra di accoglienza, paese di tolleranza e mi sono convinto. Il costo della vita essendo meno alto che in Europa, ho deciso di  viverci. Mi decido di fare un investmento con degli amici francesi, appriamo un piccolo negozio e do lavoro anche a due giovanni marochini che non avevano nessuna professione. Sono pronto dunque a vivere dei giorni tranquilli, anche se il negozio mi occupa molto tempo, fina al giorno in cui la mia vita ribalta.

Una coppia di giovanni marocchini, Fatima e Mohammed, a cui ho dato la mia amicizia, la mia fiducia e la mia ospitalità, si divertono a fare delle fotocopie di biglietti di banca sulla mia stampate.

I casi di cui non si parla
 
Scritto da Katia Anedda, 07-03-2010 10:32  
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Nelle pagine internet si trova scritto quanto segue:
Interrogazione a risposta scritta
29-04-2003
Detenuto un giovane italiano in una struttura carceraria della Virginia (Usa)
Vincenzo Siniscalchi
Cofirmatari:
Cennamo, Petrella, Marone, Chiaromonte

Numero: 406167

Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che:
risulta all'interrogante, anche dalle lettura di notizie diffuse su alcuni quotidiani, che negli Stati Uniti d'America, si trova attualmente detenuto in una struttura carceraria della Virginia, un giovane italiano di nome Tommaso Cerrone;
il giovane sarebbe stato arrestato presso l'aeroporto di New York ed accusato di reati legati al traffico di sostanze stupefacenti;
il Cerrone, detenuto dall'ottobre 2002, oltre a protestare la propria innocenza e l'ingiustizia dei provvedimenti adottati dalle competenti autorità giurisdizionali statunitensi, lamenta le degradate condizioni in cui sta vivendo la drammatica esperienza carceraria;
attraveso un appello pubblicato da alcuni quotidiani (in particolare, «La Repubblica», cronaca di Napoli, del 23 aprile 2003) il detenuto ha rappresentato la assenza di igiene e le condizioni di massimo degrado vissute all'interno di uno stanzone nel quale è rinchiuso insieme ad oltre trenta persone con la fruibilità, peraltro, di due soli bagni;
prescindendo dal profilo afferente il merito delle accuse e la fondatezza delle stesse, le condizioni carcerarie descritte dal detenuto si rilevano in termini di grave violazione dei diritti e sconvolgono la coscienza collettiva di qualsiasi paese civile e moderno -:
se il Ministro interrogato, accertati i fatti rappresentati dal detenuto italiano e riportati dagli organi di stampa, non ritenga necessario assumere immediate iniziative presso i competenti organi istituzionali statunitensi, finalizzate alla verifica ed alla eventuale richiesta di cessazione delle richiamate situazioni di grave degrado. "
Il signor Cerrone e' tornato in Italia nonostante la richiesta immediata dell'applicazione della convenzione di Strasburgo nel 2009
ai lettori le conclusioni

 

 


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